Molto interessante è la funzione di "notarizzazione" tramite Blockchain di alcuni documenti societari, quali i verbali delle delibere assembleari o gli altri documenti per i quali si desideri ottenere la certezza della loro esistenza ad una certa data e ora.

All’attenzione del giurista vi devono essere senz’altro le implicazioni in termini di conformità del sistema Blockchain al Regolamento Generale Europeo sul Trattamento dei Dati Personali (Reg. Eu 679/2016), senza tralasciare le normative di settore che dovranno essere coniugate al protocollo informatico, di competenza dello sviluppatore.

Andando ad analizzare i principali progetti in fase di sperimentazione è evidente come non si potrà prescindere dall’aspetto legale, come nel caso della gestione della contrattualistica tra clienti e fornitori in ipotesi di adozione di una Blockchain a supporto della catena di vendita o approvvigionamento, oppure in tema di payment e forme di certificazione dei prodotti per assicurarne la qualità ai consumatori finali sia come forma di lotta alla contraffazione.
Perciò l’aspetto giuridico e la programmazione dovranno necessariamente andare di pari passo.

Blockchain e Smart Contracts

Altro aspetto legale di indubbio interesse, connessa alla Blockchain, riguarda perciò gli Smart Contracts.

L’espressione italianizzata "contratto intelligente" è evocativa della capacità di detti accordi di incorporare una serie di clausole contrattuali direttamente nel software con cui le persone si relazionano, automatizzando l’esecuzione delle prestazioni contrattuali in modo da renderne impossibile l’inadempimento.

Tali contratti operano secondo la logica “if... then...”, vale a dire, ad un determinato input – o condizione - segue un determinato output – azione o conseguenza. La particolarità è inoltre, l’esecuzione automatica, senza l’intervento di terze parti o la necessità di ulteriori attività dei contraenti.

Un esempio per capirsi: il Distributore Automatico di Bevande
Spesso si usa fare l'esempio del distributore automatico di bevande, che riproduce un contratto automatico di compravendita: all’input dell’inserimento della moneta nel distributore, si avrà l’output del rilascio della bevanda.

Ora, l’esempio è banale, ma nella realtà le possibili applicazioni degli Smart Contracts sono infinite, almeno quanti sono i contratti che siamo abituati a stipulare, dalla locazione alla distribuzione internazionale, passando per i contratti di lavoro e quelli bancari o assicurativi.

Un ulteriore esempio, può essere il caso di una vendita rateale di un’automobile in cui i contraenti decidono che il pagamento delle rate sia effettuato in Criptovaluta mediante Blockchain.
Immaginiamo ora di inserire uno Smart Contracts che regolerà i rapporti tra le parti al fine di garantire l’adempimento dell’obbligazione di pagamento. Detto accordo potrebbe prevedere che in ipotesi di insolvenza dell’acquirente di almeno due rate, il sistema determini il blocco automatico del veicolo.

Ovviamente in questo caso, emerge la necessità dell’integrazione del contratto intelligente con dispositivi dell’Internet Of Things, collegati al veicolo.

E dinnanzi a simili prospettive che fine faranno gli avvocati?
Al momento, la tecnologia degli Smart Contracts è ancora in fase di sviluppo e certamente pone delle problematiche di programmazione e giuridiche di notevole complessità.

Quel che è certo è che il nostro ordinamento è ricco di clausole e interpretazioni giurisprudenziali che non si dubita renderanno arduo il lavoro computazionale dei programmatori. Si pensi a concetti non facilmente definibili, come quello di "buona fede" e "forza maggiore", i quali non saranno trasformabili in algoritmi in quanto richiedono un intervento e una sensibilità tipicamente umane.

In conclusione, ancora per diversi anni, i giuristi saranno impegnati nell’opera di affiancamento dei programmatori e sviluppatori, sostenendo la validità degli Smart Contracts con i più tradizionali contratti redatti su carta e a esecuzione umana.